L’alta gioielleria apre l’ Armani day a Milano – Lusso

(ANSA) – MILANO, 14 NOV – Nella moda ha inventato un colore
che non c’era, il greige, e nella gioielleria, dove debutta
oggi, ha brevettato una lega che ancora mancava, quella dell’oro
Armani, di cui sono fatti i preziosi presentati questa mattina a
Milano, nel primo degli appuntamenti dell’Armani day che culmina
stasera all’Armani/Teatro, dove sfila per la prima volta la
collezione Pre-Fall 20/21. Poco prima della sfilata, al Silos,
dall’altro lato della strada, l’apertura di Accenti di stile,
la prima mostra dedicata al mondo degli accessori, con oltre 300
scarpe e borse disegnate negli anni da Giorgio Armani. Subito
dopo la passerella, sempre nel teatro disegnato da Tadao Ando,
una cena a cura dell’Emporio Armani Ristorante e, infine,
l’esibizione di Giorgia aĺl’Armani privé. Ad aprire la full
immersion nel mondo Armani il lancio della collezione di alta
gioielleria, esposta in una suite dell’Armani hotel di via
Manzoni: in diverse teche trovano posto le tre linee, con costi
dai 900 ai 350 mila euro. (ANSA).
   

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Frammenti preziosi: a Milano un’asta di gioielli fatti con porcellane Richard Ginori

per il museo di doccia

Un progetto della scuola Lao e degli Amici del Museo di Doccia mira a trovare fondi per tutelare le migliaia di opere custodite nella storica istituzione, che sta ancora aspettando di riaprire

di Chiara Beghelli

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2′ di lettura

In Giappone la tecnica “Kintsugi” ridà vita a oggetti rotti, scheggiati, esaltando le loro cicatrici, spesso ricomponendole con una pasta dorata, che sottolinea le vicende della loro esistenza. Una filosofia simile ha ispirato gli studenti del LAO, scuola orafa di Firenze, nel creare gioielli a partire dai frammenti di porcellane della manifattura Richard Ginori.

Un’asta per proteggere le opere del Museo di Doccia
Una ventina le creazioni fra anelli, orecchini, collane, che saranno messe all’asta il 25 novembre a Milano alle 19 nella sede di Officine Saffi, galelria specializata in ceramica contemporenea, dove l’evento sarà curato da Sotheby’s. Con uno scopo benefico: il progetto, infatti, nato dall’incontro fra LAO e l’Associazione Amici di Doccia, in collaborazione con Officine Saffi e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, vuole dare un contributo alla raccolta fondi per il restauro di opere conservate nel Museo di Doccia, che raccoglie la storia di Richard Ginori, situato a pochi chilometri dal centro di Firenze e chiuso al pubblico dal 2014.

Jully Vargas. Spille “Lui e lei”. Frammenti di porcellana Richard Ginori e rame smaltato

Il primo museo d’impresa d’Europa
Un museo di cui si attende da tempo la riapertura, ma del quale è doveroso tutelare, nel frattempo, la delicata collezione, una delle testimonianze più importanti della lavorazione della porcellana in Italia sin dal Settecento: 8mila le opere in porcellana, maiolica, terracotta, piombo, oltre 13mila fra disegni, lastre di metallo incise, pietre cromolitografiche, modelli in gesso, sculture in cera che ne fanno parte e compongono il più antico museo d’impresa d’Europa.

“Frammenti”,  gioielli che nascono dalle porcellane Richard Ginori

“Frammenti”, gioielli che nascono dalle porcellane Richard Ginori

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Per la realizzazione di alcuni degli oggetti è stato utilizzato Art Clay Silver, una innovativa pasta d’argento che può essere modellata, sagomata o scolpita. L’argento utilizzato per Art Clay Silver, peraltro, proviene da processi di recupero e riciclaggio di materiali destinati alle discariche.

In ottobre, intanto, sono iniziati i restauri di alcune opere del museo, grazie ai 50mila euro raccolti dalla manifestazione fiorentina Artigianato e Palazzo. Nel 2017 il ministero dei Beni Culturali ha rilevato la proprietà del Museo per 700mila euro, mentre la manifattura Richard Ginori fa parte dal 2013 del gruppo Kering, che la acquistò per 13 milioni di euro. Di recente Kering ha indicato come amministratore delegato Alain Prost, che sostituisce Giovanni Giunchedi.

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Per Istituto Ganassini (Rilastil) obiettivo mercato cinese

BEAUTY IN FARMACIA

L’azienda ha fondato una società a Shanghai anche per studiare Vietnam, Corea e Indonesia

di Marika Gervasio

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2′ di lettura

Oltre 150 milioni di fatturato nel 2018, 600 impiegati, diciotto marchi e un tasso di investimenti in ricerca e sviluppo pari al 10% delle vendite: sono i numeri di Istituto Ganassini, azienda che sviluppa prodotti cosmetici, per la cura della persona e farmaceutici fondata nel 1935 a Milano da Domenico Ganassini di Camerati, professore ordinario di chimica all’Università di Pavia.

In ottant’anni l’azienda a gestione familiare di strada ne ha fatta: al marchio Rilastil dedicato all’elasticità della pelle, che lancia nel 1972 facendo affacciare per la prima volta l’Istituto farmaceutico al mondo della cosmesi, si aggiungono nomi tra cui Korff, Bioclin, Neoviderm e Dermofarm, brand, quest’ultimo, leader in Spagna per ricerca e innovazione nel settore dermocosmetico acquisito dieci anni fa e che ha visto un importante consolidamento l’anno scorso, come spiega il vicepresidente Anna Maria Ganassini.

Che aggiunge: «Il 40% del nostro fatturato arriva dall’estero. I mercati di riferimento sono Grecia, Albania, Romania e Polonia. Stiamo lavorando molto bene con i distributori che abbiamo lì coinvolgendoli il più possibile nei nostri progetti. Una strategia vincente visto che negli ultimi due anni il nostro fatturato in questi Paesi è cresciuto in modo molto importante».

Prossimo passo: la Cina. «Siamo lì da sette-otto anni – continua Ganassini – con una ventina di prodotti registrati. Un mercato molto interessante, ma difficile. Per vari motivi. Il primo è che nell’ultimo periodo c’è stato un momento di bulimia di cosmetici italiani da parte del pubblico cinese e adesso stiamo facendo i conti con una concorrenza numerosa e stiamo giocando le nostre carte. È una cultura diversa, bisogna attrezzarsi e noi lo stiamo facendo con una società commerciale che abbiamo fondato a Shanghai con due nostri manager italiani che vivono lì e fanno da watcher per osservare il mercato, ma anche esplorare aree vicine come Vitenam, Corea e Indonesia».

Il grande salto in Cina Istituto Ganassini l’ha fatto con lo sbarco su Alibaba, vendendo sulla piattaforma Tmall, «perché i consumatori cinesi sono molto abituati a comprare sul Web – continua Ganassini -. Rilastil è il marchio su cui puntiamo per la nostra espansione all’estero sia in Europa sia in Cina».

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A Dusseldorf apre il selfie-museo – Tempo Libero

  • Redazione ANSA
  • 26 ottobre 2019
  • 15:56

Ha aperto a a Dusseldorf, in Germania, il primo museo al mondo dove potersi fare un selfie davanti a sfondi spettacolari. In questo museo, infatti, non vengono mostrate opere d’arte, ma ogni visitatore stesso diventa un’opera d’arte mettendosi in scena davanti a uno dei 25 scenari. Il museo, chiamato ‘Cali Dreams’ resterà aperto per tre mesi. Dopo questa fase di test, tuttavia,  potrebbe diventare a lungo termine.

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Lo spartito come mappa: guida al piacere dei viaggi musicali

itinerari sulle note

Internet ha moltiplicato l’audience virtuale di ogni tipo di spettacolo, ma ha anche stimolato la voglia di vedere dal vivo pianisti, tenori, direttori d’orchestra. E si moltiplicano i tour operator specializzati

di Giulia Crivelli

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La cupola del Teatro Costanzi di Roma (photo: Yasuko Kageyama)

5′ di lettura

La missione di Beatrice Venezi per diffondere la musica classica

Le vie della musica classica sono infinite. Lo sono in senso figurato, prima di tutto: collegano passato e presente e più che di vie si tratta di tunnel temporali tra secoli che fanno incontrare compositori vissuti pochi o molti secoli fa con noi donne e uomini del terzo millennio. Ma la musica classica crea anche sentieri di conoscenza tra generazioni: come altro definire l’incontro tra un giovanissimo studente di un Conservatorio, poniamo di pianoforte, e lo spartito nato 260 anni fa dal genio di Mozart, che iniziò a suonare a tre anni e compose il primo minuetto a cinque : due coetanei le cui strade si incrociano a distanza di due secoli e mezzo.

Immersione sonora
A differenza di altre forme d’arte, in particolare figurative, la musica classica e la musica in generale hanno una freccia in più al loro arco: fanno leva sul meno “discreto” dei sensi, l’udito. Per un quadro o una scultura usiamo la vista: le opere ci parlano, se siamo fortunati, lo fanno però in silenzio.
La musica ci investe con le sue onde sonore, ha un impatto fisico, oltre che emotivo. Certo, si può ascoltare in cuffia, ma potendo, chi non preferisce alzare il volume e farsi avvolgere dal suono? In una stanza, in una sala concerto, in un bosco. Si può suonare e ascoltare musica classica ovunque, per il piacere di chi la esegue e degli spettatori-ascoltatori. Non dovrebbe stupire, forse, che tra le forme di arte contemporanea in più rapida diffusione ci siano la sound art e la performance art, che rendono i confini con lo spettacolo, anche e soprattutto sonoro, sempre più labili.

I limiti della tecnologia
Negli ultimi dieci anni i sistemi di home entertainment hanno fatto salti tecnologici enormi. Per chi ama la musica, oltre che il cinema o lo sport, definizione delle immagini e qualità del suono permettono – in teoria – di fare a meno di frequentare più o meno affollate sale cinematografiche o da concerto. Se da una parte, specie in Italia, il cinema sta in effetti soffrendo, non così gli spettacoli di musica dal vivo: vale per pop, rock, rap, ma anche per opere, operette, balletti e musical. C’è poi un fatto curioso, a proposito di nuove tecnologie che cannibalizzano quelle precedenti, al pari di discepoli molto ingrati. I maestri a volte si prendono delle rivincite, come nel caso del vinile: da circa due anni i mitici “LP” sono tornati, si comprano nei negozi oppure online e nel Regno Unito il 2018 è stato l’anno del revival delle… musicassette, le cui vendite sono cresciute del 112% a 50mila pezzi.

Emozioni dal vivo
Nel mondo del rock – specie guardando agli 70 e 80 – esiste la figura delle groupies, ragazze talmente invaghite dei loro idoli (più forse che delle loro canzoni) da seguirli ovunque. Potrà stupire, ma un fenomeno simile, anche se nessuno userebbe la parola groupies, c’è anche nella musica classica. Leggendario resterà il Club degli abbadiani itineranti, fatto di donne e uomini che seguivano Claudio Abbado ovunque. Il club è sopravvissuto alla morte del direttore d’orchestra, avvenuta nel 2014, anche perché – come ogni grande maestro – ha avuto molti discepoli, la maggior parte dei quali grati e devoti, che i membri del club continuano a seguire. Pianisti, violinisti, cellisti, flautisti, tenori e cantanti lirici in genere e, naturalmente, direttore d’orchestra, hanno spesso siti dedicati, esempio meraviglioso di nuova tecnologia, il web, che corre in aiuto di un mondo considerato antico, quello della musica classica. Siti che tengono aggiornati su date di concerti e offrono servizi di prenotazione o, volendo, pacchetti di viaggio che comprendano, oltre all’evento musicale, spazi per altri svaghi.

Amplificazione social
Lo streaming e, in generale, siti e social network, garantiscono a eventi come sfilate, convegni, meeting di ogni genere, vita potenzialmente eterna. Fatto che ha fatto crescere esponenzialmente l’audience di ogni singolo evento, ma che non può prescindere dall’accadimento originale, quello vero, fisico, reale. Succede lo stesso con la musica classica: la perfomance originale, alla quale solo pochi hanno la possibilità di assistere, è una sorta di pietra filosofale, che dà origine a tutto il resto.

Agenzie specializzate
Nel tempo sono nate vere e proprie agenzie specializzate in viaggi musicali: in Italia spicca Il Sipario, nato nel 1995 a Milano, che è il primo tour operator italiano esclusivamente dedicato all’organizzazione di viaggi per gli amanti della musica classica. Negli anni ha ampliato la sua offerta arricchendo i pacchetti con proposte dedicate all’arte e i viaggi possono essere individuali, di gruppo o con accompagnatore esperto, oltre che di musica, di patrimonio artistico e architettonico del luogo che si visita.

Capodanno a Berlino
Per i prossimi mesi, spicca l’offerta per Berlino, cinque giorni (28 dicembre-1° gennaio) per godersi la capitale tedesca e assistere al concerto dei Berliner Philharmoniker diretti dal loro nuovo direttore, l’astro Kirill Petrenko, e a quello della Staatskapelle, con Daniel Barenboim sul podio, per il tradizionale appuntamento con la nona sinfonia di Beethoven. Il programma di visite “di contorno” ripercorre la storia di Berlino dalla ricostruzione barocca del diciottesimo secolo alle ultime installazioni di artisti contemporanei.

Ron Howard: il mio Pavarotti. Ho cercato di raccontare il mito

(Ri)scoprire l’architettura
Accanto al patrimonio delle città in cui si tengono concerti o spettacoli operistici o di balletto, il viaggio musicale permette di riscoprire l’architettura dei teatri stessi. Luoghi come La Scala o l’Opéra de Paris o il Metropolitan di New York o ancora il teatro Colón di Buenos Aires sono diventati talmente familiari come attrazioni turistiche, da far dimenticare il posto che occupano nella storia dell’architettura e nei progressi fatti da progettisti e costruttori che aspirano da secoli all’acustica perfetta. Tutti aspetti che, tra una nota dal vivo e l’altra, possono essere riscoperti e che alla fine faranno apprezzare i concerti ancora di più.

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Ecco i Regali di Natale perfetti per gli amanti dell’arte

Siete alla ricerca del regalo perfetto per un amante dell’arte? La tua migliore amica passa ore ad analizzare ogni singola opera presente in un museo, ha la camera tappezzata di poster dei quadri più famosi di diversi artisti, ha un tatuaggio che ritrae i girasoli di Van Gogh ed in generale non potrebbe mai fare a meno dell’arte nella sua vita? Allora sei nel posto giusto, perché abbiamo qui creato una breve guida al regalo perfetto per tutti gli amanti dell’arte.

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Il nuovo tatuaggio di Miley Cyrus sembra proprio un richiamo al suo ex-marito Liam Hemsworth

Una settimana dopo che Miley Cyrus e Liam Hemsworth hanno ufficialmente annunciato il loro divorzio, finendo una relazione durata quasi dieci anni, la cantante ha preso parte ai VMAs del 2019 in cui ha omaggiato il pubblico con una performance stellare e mostrato a tutti il suo nuovo tatuaggio. Mentre era dietro le quinte a prepararsi per la performance, le telecamere sono riuscite a cogliere un primo sguardo alla nuova aggiunta sull’avanbraccio di Miley Cyrus: un design che tutti pensano sia collegato alla separazione della coppia.

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The Crown 3 ha appena trovato la sua Lady Diana! Ecco le prime foto dell’attrice

Stiamo ancora contando i giorni che ci sperano dal momento in cui potremo vedere Olivia Colman nei panni della Regina Elisabetta II nella terza stagione di The Crown. Prima che ciò avvenga, possiamo goderci alcune immagini pervenute dal set della quarta stagione della serie. Già da Aprile, Netflix ha annunciato che Emma Corrin interpreterà la Principessa Diana nella nuova stagione della serie. E ora che siamo in possesso delle prime foto della Corin in costume a Malaga, in Spagna, abbiamo una ragione in più per essere eccitati per la serie.

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I segreti del siero antiage: ecco come sceglierlo e come usarlo

beauty

Il siero per il viso è uno step molto importante, ma ancora oggi si fa confusione sul suo corretto utilizzo. Ecco i segreti per sfruttarne al meglio gli effetti antietà e i consigli su come sceglierlo

di Monica Melotti

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Siero siero delle mie brame chi è il più buono del reame? Il siero per il viso è uno step molto importante, ma ancora oggi si fa confusione sul suo corretto utilizzo. Chi lo usa da solo, senza applicare dopo la crema, considerandolo un unico trattamento per viso e facendo un errore.

Chi non sa come orientarsi nella scelta e lo sceglie a caso, sotto una spinta emotiva, altro errore. Chi lo applica in dosi massicce sia al mattino che alla sera, non sapendo che ne basta una piccola quantità, dato che il siero è molto ricco di attivi; per intenderci una crema ne può contenere dal 5 al 10%, il siero fino al 70% sul totale della formula.

Siero per il viso, un aiuto antietà tra acido ialuronico, fiori e retinolo

Siero per il viso, un aiuto antietà tra acido ialuronico, fiori e retinolo

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Ma cosa è esattamente un siero? «Il primo pensiero è che sia un cosmetico antiage, destinato solo a contrastare le rughe e quindi indicato per una pelle matura, ma non è affatto così – risponde Elisabetta Volpi, esperta in cosmetologia scientifica -. Il siero è un passaggio essenziale nella cura della pelle di ogni età e dovrebbe essere presente nella beauty routine anche in giovane età. L’importante è saper scegliere quello più adatto alle esigenze della propria pelle».

C’è siero e siero
Il siero si presenta con una consistenza fluida, un’emulsione non grassa, va sempre usato in sinergia con la crema per essere realmente efficace, il suo plus infatti è quello di aumentare la penetrazione degli attivi. «È un trattamento specifico studiato per risolvere o migliorare l’aspetto della pelle – continua l’esperta -. Il principio attivo più noto e più efficace è l’acido ialuronico che riempie le piccole rughe, distende i tratti e schiarisce la pelle, togliendo anche i segni di stanchezza. In commercio ce ne sono diversi e la scelta deve essere “tailor made” secondo le proprie esigenze e i momenti della vita. In momenti di stress o al cambio di stagione si possono anche usare due sieri in sinergia: al mattino uno più leggero, alla sera una più concentrato».

E aggiunge: «Se la pelle ha bisogno di sostegno, va bene un siero al collagene, una proteina molto importante che funge come un vero e proprio sostegno della pelle. Il retinolo, un derivato dalla vitamina A, invece, svolge una potente azione antiaging e stimola la formazione di nuove fibre di collagene. Pelle spenta e colorito dismogeneo? Perfetta la vitamina C, l’acido ascorbico è utile nel miglioramento della struttura della pelle ed efficace per ridurre le macchie cutanee. Esistono anche dei sieri composti da più sostanze, un mix di antiossidanti, vitamine, estratti vegetali, acido ialuronico e acido glicolico, stimolano le cellule a lavorare bene e a riprodursi, contrastando lo stress ossidativo».

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Barbie mette la toga e fa il magistrato

Barbie mette la toga e diventa magistrato. La Mattel ha lanciato la Barbie giudice, ultimo arrivo nella serie dedicata alle carriere. “Con oltre 200 carriere dal 1959 – si legge sul profilo Twitter dell’azienda dei giocattoli – quest’anno Barbie diventa giudice! La Barbie giudice incoraggia le ragazze a scoprire di più su come si prendono decisioni che cambiano il mondo per il meglio”.

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