I Romazi Distopici da leggere sotto all’ombrellone (Parte 1)

La letteratura distopica ci offre la visione del mondo in cui avremmo potuto vivere a causa di una scelta politica errata o di un disastro naturale, proponendoci uno scenario post-apocalittico o il racconto del pianeta Terra di un universo parallelo. Con i più recenti avvenimenti in ambito politico ed economico, questi libri sono la scelta perfetta per una lettura sotto all’ombrellone.

Dai classici della letteratura ai romanzi più recenti, abbiamo scelto i titoli più provocatori che esplorano la società e gli ambienti completamente diversi da quelli a cui siamo abituati

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Guy Montag è un vigile del fuoco. Nel suo mondo, dove le regole della letteratura e della televisione sono sull’orlo dell’estinzione, i vigili del fuoco iniziano ad appiccare incendi invece di spegnerne. Il loro compito è quello di distruggere le merci illegali, ovvero i libri, insieme alle case in cui questi vengono nascosti. Montag non si interroga mai sulle proprie azioni, e fa ritorno ogni giorno alla sua vita bizzarra e alla moglie, Mildred, che trascorre tutto il giorno con la sua “famiglia” televisiva. Successivamente, incontra un giovane vicino di casa, Clarisse, che gli presenta un passato in cui le persone non vivevano nella paura e un presente in cui può vedere il mondo attraverso le idee presentate all’interno dei libri, al posto del chiacchiericcio insensato della televisione. Quando Mildred tenta il suicidio e Clarisse sparisce improvvisamente, Montag comincia a mettere in discussione tutto ciò che ha mai conosciuto. Inizia a nascondere libri in casa sua e, quando viene scoperto il suo pilferaggio, il vigile del fuoco deve correre per salvare la propria vita.

The Handmaid’s Tale di Margaret Atwood

“The Handmaid’s Tale” non è solo un debutto radicale e brillante per Margaret Atwood, ma si tratta anche di un romanzo di tale portata che il lettore non sarà in grado di dimenticare le immagini e le previsioni teorizzate dall’autrice. In un prossimo futuro, il romanzo descrive la vita in quello che un tempo erano gli Stati Uniti, oggi chiamati la Repubblica di Gilead, una monoteocrazia che ha reagito agli sconvolgimenti sociali e ad una netta natalità in forte calo, tornando e superando l’intolleranza repressiva della mentalità puritana. Il regime si basa completamente sul Libro della Genesi, con conseguenze bizzarre sulla vita delle donne e degli uomini che popolano il paese.
La storia viene raccontata attraverso gli occhi di Offred, una delle sfortunate madri sotto il nuovo ordine sociale. Nella prosa condensata ma eloquente, con occhi freddi, teneri, disperati, appassionati e scherzosi, l’autrice ci rivela gli angoli oscuri dietro la facciata calma dell’edificio. “The Handmaid’s Tale” è divertente, inaspettato, orribile e totalmente convincente. Si tratta di una satira scatenata, un terribile avvertimento e un tour de force.
È Margaret Atwood al suo meglio.

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