Frammenti preziosi: a Milano un’asta di gioielli fatti con porcellane Richard Ginori

per il museo di doccia

Un progetto della scuola Lao e degli Amici del Museo di Doccia mira a trovare fondi per tutelare le migliaia di opere custodite nella storica istituzione, che sta ancora aspettando di riaprire

di Chiara Beghelli

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2′ di lettura

In Giappone la tecnica “Kintsugi” ridà vita a oggetti rotti, scheggiati, esaltando le loro cicatrici, spesso ricomponendole con una pasta dorata, che sottolinea le vicende della loro esistenza. Una filosofia simile ha ispirato gli studenti del LAO, scuola orafa di Firenze, nel creare gioielli a partire dai frammenti di porcellane della manifattura Richard Ginori.

Un’asta per proteggere le opere del Museo di Doccia
Una ventina le creazioni fra anelli, orecchini, collane, che saranno messe all’asta il 25 novembre a Milano alle 19 nella sede di Officine Saffi, galelria specializata in ceramica contemporenea, dove l’evento sarà curato da Sotheby’s. Con uno scopo benefico: il progetto, infatti, nato dall’incontro fra LAO e l’Associazione Amici di Doccia, in collaborazione con Officine Saffi e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, vuole dare un contributo alla raccolta fondi per il restauro di opere conservate nel Museo di Doccia, che raccoglie la storia di Richard Ginori, situato a pochi chilometri dal centro di Firenze e chiuso al pubblico dal 2014.

Jully Vargas. Spille “Lui e lei”. Frammenti di porcellana Richard Ginori e rame smaltato

Il primo museo d’impresa d’Europa
Un museo di cui si attende da tempo la riapertura, ma del quale è doveroso tutelare, nel frattempo, la delicata collezione, una delle testimonianze più importanti della lavorazione della porcellana in Italia sin dal Settecento: 8mila le opere in porcellana, maiolica, terracotta, piombo, oltre 13mila fra disegni, lastre di metallo incise, pietre cromolitografiche, modelli in gesso, sculture in cera che ne fanno parte e compongono il più antico museo d’impresa d’Europa.

“Frammenti”,  gioielli che nascono dalle porcellane Richard Ginori

“Frammenti”, gioielli che nascono dalle porcellane Richard Ginori

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Per la realizzazione di alcuni degli oggetti è stato utilizzato Art Clay Silver, una innovativa pasta d’argento che può essere modellata, sagomata o scolpita. L’argento utilizzato per Art Clay Silver, peraltro, proviene da processi di recupero e riciclaggio di materiali destinati alle discariche.

In ottobre, intanto, sono iniziati i restauri di alcune opere del museo, grazie ai 50mila euro raccolti dalla manifestazione fiorentina Artigianato e Palazzo. Nel 2017 il ministero dei Beni Culturali ha rilevato la proprietà del Museo per 700mila euro, mentre la manifattura Richard Ginori fa parte dal 2013 del gruppo Kering, che la acquistò per 13 milioni di euro. Di recente Kering ha indicato come amministratore delegato Alain Prost, che sostituisce Giovanni Giunchedi.

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