Il cancro non è più tabù. La moda ‘inclusiva’ per le donne operate

Il percorso della moda verso la sostenibilità e l’inclusione è lungo e a livello temporale appena cominciato. Le modelle curvy dei fashion show di Rihanna hanno dato una prima spallata in un settore dove in passerella camminano solo ragazze magre: per la nuova collezione intima SavageXFenty le modelle, quasi come angeli di Victoria’s Secret erano abbondanti di curve e forme più realistiche si vedono ormai con meno rarità. Ma il passo più grande per una moda che vesta tutti riguarda la disabilità e le malattie.

Il cancro non è più un tabù? Difficile affermarlo ma certamente dei progressi sono in corso. Stella McCartney, stilista antesignana sulla sostenibilità (ha abolito pelli e pellicce per prima) ha una storia personale che la rende forse più sensibile (la madre Linda McCartney è morta per cancro nel ’98) e da due anni realizza reggiseni per donne operate di tumore al seno realizzando una divisisione, Stella McCartney Cares, che produce il reggiseno post operatorio Louise Listening, pensato per le donne che hanno subìto una mastectomia e distribuito gratuitamente. E poi c’è  il nuovo reggiseno sportivo post-operatorio, lanciato insieme alla collezione Adidas by Stella McCartney AW19 in occasione del mese della prevenzione del cancro al seno, che ha l’obiettivo di incoraggiare le donne guarite dal cancro a praticare sport e fitness.

Avere una lingerie adatta a donne operate al seno è una piccola rivoluzione del costume, lancia un messaggio di uguaglianza e soprattutto invita le donne ad amarsi rafforzandone l’autostima. Spesso apriprista sono persone colpite loro stesso da malattia ma il fatto nuovo è che questo intimo non è relegato nelle farmacie e parafarmacie ma è bello e va anche in passerella (oltre che nell’e-commerce). Dana Donofree, lei stessa colpita da tumore giovanissima che l’ha costretta all’asportazione totale di entrambi i seni, ha fondato a Philadelphia il marchio di biancheria intima AnaOno: andate a vedere di cosa si tratta, rimarrete stupite di tanto fascino: pizzo o sportivi, per donne con mastectomia di un seno o di entrambi o interventi di quadrantectomia, con protesti movibili o meno, l’intimo è sexy anche per le donne sopravvissute al cancro o in cura. Solo qualche anno fa una cosa del genere sarebbe stata impensabile. E non è l’unico brand, da Silima a Anita Breast Care.

– Leggi qui l’inchiesta #ANSALifestyle sull’Inclusive Fashion

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